{"id":1037,"date":"2023-09-26T10:30:27","date_gmt":"2023-09-26T08:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/?p=1037"},"modified":"2023-10-02T08:40:13","modified_gmt":"2023-10-02T06:40:13","slug":"il-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/?p=1037","title":{"rendered":"<strong>IL DOLORE<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>Il dolore, come enunciato dalla IASP (International Association for the Study of Pain) \u00e8 <em>un\u2019esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>In base a quanto appena detto, si pu\u00f2 dire che il dolore \u00e8 una vera e propria esperienza soggettiva e individuale; \u00e8 influenzata da fattori propri del soggetto interessato, quali: precedenti esperienze spiacievoli, cultura, religione ed educazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, il dolore rappresenta la motivazione pi\u00f9 frequente per la quale la popolazione si rivolge al proprio medico o al Servizio di Pronto Soccorso ospedaliero. Questo succede il quanto la sintomatologia dolorifica \u00e8 la prima causa che interrompe il nostro idilliaco stato di salute biopsicosociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa multifattorialit\u00e0 che caratterizza il dolore si traduce in un\u2019identificazione e valutazione complessa del dolore da parte del personale sanitario.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio per questo \u00e8 necessario utilizzare scale di valutazione che aiutano il professionista nel dare un valore al dolore dell\u2019assistito in modo tale da poterlo trattare nel modo pi\u00f9 efficace possibile. \u00c8 importante far presente che gli strumenti utilizzati per dare un \u201cmisura\u201d del dolore sono di carattere unidimensionale, ovvero che l\u2019unica dimensione che determinano \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 misurata dal paziente.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scale di valutazione pi\u00f9 in uso sono le seguenti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>NRS<\/strong> (numerical rating scale; Downie 1978, Grossi 1983) \u2013 il punteggio va da \u201c0\u201d (nessun dolore) e \u201c10\u201d (il peggior dolore possibile); questo strumento ha la caratteristica di eliminare la necessit\u00e0 della coordinazione visuo-motoria avendo maggio possibilit\u00e0 di completamento, \u00e8 estremamente semplice nel suo utilizzo, tale da essere somministrata anche telefonicamente o in soggetti dalle capacit\u00e0 comunicative limitate;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>VAS<\/strong> (Visual Analogical Scale; Scott Huskisson 1976) \u2013 rappresenta visivamente dell\u2019ampiezza del dolore rpovato dal paziente; \u00e8 costituita da una linea repdeterminata lunga 10 cm (\u201c0\u201d cm nessun dolore, \u201c10\u201d cm massimo dolore). All\u2019assistito \u00e8 chesto di tracciare un segno sulla linea, successivamente viene calcolata in millimetri la distanza da \u201c0\u201d al segno e il risultato \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 del dolore del paziente. \u00c8 uno strumento pratico e veloce, ma necessita della coordinazione visuo-motoria del paziente;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>VRS<\/strong> (Verbal Rating Scale; Keele 1948 e <em>Journal of Pain and Synptom Management<\/em>&nbsp; 2002) \u2013 il paziente sceglie un indicatore verbale su 6 (nessun dolore, dolore molto lieve, dolore lieve, dolore moderato, dolore intenso\/forte, dolore molto intenso\/forte). Questo strumento \u00e8 limitato dal fatto che il paziente \u00e8 costretto a scegliere tra aggettivi predeterminati dalla scala stessa che non sempre corrispondono all\u2019intensit\u00e0 avvertita.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Naturalmente il personale deve essere formato nel tradurre e filtrare le informazioni riportate dall\u2019utente, in quanto la concezione di dolore, come detto precedentemente, cambia da persona a persona. Per questo motivo in fase di colloquio con il paziente vanno prese in considerazione alcune indicazioni, come:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Mai suggerire la risposta;<\/li>\n\n\n\n<li>Non fare commento sulla risposta fornita;<\/li>\n\n\n\n<li>Ricordare sempre che la valutazione del dolore pu\u00f2 essere influenzata da varie fattori;<\/li>\n\n\n\n<li>Mettere a proprio agio il paziente durante l\u2019intervista.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La variabile dolore \u00e8 un indicatore estremamente importante dell\u2019andamento della malattia e degenza del paziente; proprio per questo motivo deve essere rivalutata periodicamente (almeno due\/tre volte al giorno e, nel caso di positivit\u00e0 e somministrazione di terapia antalgica&nbsp; dopo un\u2019ora dalla prima somministrazione e 2\/3 ore come secondo controllo fino al miglioramento della sintomatologia dolorifica). La registrazione e la tracciabilit\u00e0 del dolore nei pazienti sono ncessarie per:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Monitorare l\u2019andamento della sintomatologia;<\/li>\n\n\n\n<li>Valutare l\u2019efficacia di un\u2019eventuale trattamento antalgico in corso;<\/li>\n\n\n\n<li>Personalizzare il trattamento farmacologico e di <em>counseling<\/em>;<\/li>\n\n\n\n<li>Massimizzare l\u2019effetto antalgico dei trattamenti attivati;<\/li>\n\n\n\n<li>Ridurre al minimo di effetti colaltore dei farmaci e delle ricadute;<\/li>\n\n\n\n<li>Ridurre la degenza;<\/li>\n\n\n\n<li>Diminuire la spesa.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il dolore pu\u00f2 essere classificato come:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Acuto<\/strong> \u2013 dolore improvviso di breve durata e di entit\u00e0 variabile, che pu\u00f2 essere preannunciato da altra sintomatologia (cefalea, malessere generale, sudorazione, etc.). \u00c8 normalmente localizzato in un punto specifico e tende a risolversi con la gestione della causa scatenante (prelievo venoso, posizionamento di catetere vescicale, medicazione ferita chirurgica, altre manovre cruente, etc.);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Cronico<\/strong> \u2013 \u00e8 un tipo di dolore che persiste o recidiva per un periodo superiore ai 3 mesi, persiste oltre 1 mese dopo la risoluzione di un danno tissutale acuto o si associa a una lesione che non guarisce (per esempio nel caso di patologie dell\u2019apparato muscolo-scheletrico);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Persistente<\/strong> \u2013 dovuto alla permanenza o alla ricorrenza dello stimolo algico. Questo tipo di dolore conserva le caratteristiche di quello acuto e va distinto dal cronico (per esempio nel caso di una coxartrosi, dove la persistenza della lesione anatomica giustifica il ripresentarsi del dolore a ogni movimento dell\u2019articolazione interessata; nel momento in cui il paziente viene sottoposto ad artroprotesi si la la risoluzione della sintomatologia);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Nocicettivo<\/strong> \u2013 dolore che origina da un danno tissutale (esclusione del tessuto nervoso) e che determina un\u2019attivazione dei nocicettori. Questo dolore nasce a livello dei tessuti (somatici o viscerali) ed \u00e8 classificabile in infiammatorio (danno che determina il rilascio dei mediatori dell\u2019infiammazione) e meccanico-strutturale (dolore evocato durante l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019articolazione colpita);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Neuropatico<\/strong> \u2013 dolore&nbsp; causato da una lesione o da una malattia del sistema somatosensoriale. Pu\u00f2 essere periferico, quando \u00e8 interessato il SNP, o centrale, quando \u00e8 interessa il SNC;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Oncologico <\/strong>\u2013 questa tipologia di dolore \u00e8 caratterizzata da una fisiopatologia mista (nocicettiva-neuropatica) e inserita in un contesto specifico caratterizzato da un quadro sintomatologico pi\u00f9 complesso. Negli assistiti affetto da patologia neoplastica , specialmente quelli in fase avanzata, l\u2019obiettivo del trattamento \u00e8 unicamente la riduzione del sintomono dolorifico per permette una migliore qualit\u00e0 del percorso di fine vita. All\u2019interno del dolore oncologico, vi \u00e8 anche il dolore episodico intenso (<em>breakthrugh pain<\/em>); questo \u00e8 un\u2019esacerbazione transitorio del dolore che si somma a quello preesistente e gi\u00e0 trattato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>In base alle predette tipolgie di dolore, questo pu\u00f2 essere trattato con svariati farmaci come paracetamolo, acido acetil-salicinico, FANS, oppioidi. Questi farmaci possono essere utilizzati in bolo, sottocute, intramuscolo, somministrazione lenta e costante (pompa-infusione, in leastomero, etc.), in monoterapia o politeria.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al trattamento farmacologiche esistono altri percorsi, come:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Terapie interventistiche (iniezioni epidurali e\/o articolari, blocchi nervosi, ablazione nervosa, etc.);<\/li>\n\n\n\n<li>Tecniche congitivo-comportamentali;<\/li>\n\n\n\n<li>Tecniche di medicina complementare (agopuntoura, massaggio, stimolazione elettrica superficiale, etc.).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019infermiere in tutte queste attivit\u00e0 ha un ruolo fondamentale e imprescindibile. Una delle attivit\u00e0 di maggior rivielo del professionista \u00e8, data la sua posizione in prima linea, il <em>counseling; <\/em>questo \u00e8 un importante strumento nell\u2019ambito della relazione comunicativa tra professionista-assistito\/<em>caregiver<\/em>\/familiari.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019infermiere che applica efficacemente il <em>counseling<\/em>, ha la possibilit\u00e0 di individuare, anche attraverso l\u2019<em>empowerment<\/em> del paziente, l\u2019individuazione del problema e dei bisogni dell\u2019assistito. Naturalmente questa capicit\u00e0 si acquisisce nel tempo e con una formazione specifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraveso l\u2019utlizzo di tecniche di colloquio efficaci, si viene a creare una relazione di aiuto professionista-paziente\/<em>caregiver<\/em>\/familiari necessario per intraprendere uno specifico percorso di cura costante e costruttivo al fine di:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Affrontare la propria malattia, attraverso il coinvolgimento oggettivo del paziente e dei suoi cari nel percorso clinico-assistenziale;<\/li>\n\n\n\n<li>Sostenere e mantere il massimo livello di autonomia possibile;<\/li>\n\n\n\n<li>Garantire il massimo livello di qualit\u00e0 della vita possibile.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>In conclusione, l\u2019infermiere come sempre si annovera tra le figure di spicco nel percorso assistenziale, come uno degli anelli forti di quella catena che \u00e8 la realt\u00e0 sanitaria; per questo motivo lo Stato e le Aziende Sanitarie devono puntare su questa figura professionale, offrendole gli strumenti necessari per continuare a credere e a vivere questa meravigliosa professione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA\/SITOGRAFIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/dossier\/dolore\/gestione-del-dolore-le-scale-validate-e-piu-utilizzate.html\">https:\/\/www.nurse24.it\/dossier\/dolore\/gestione-del-dolore-le-scale-validate-e-piu-utilizzate.html<\/a> (ultimo aggiornamento 15\/10\/2016)<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.fisioscience.it\/blog\/scala-del-dolore\/\">https:\/\/www.fisioscience.it\/blog\/scala-del-dolore\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Legge n.38 del 15\/03\/20210 \u201cDisposizioni per garantire l\u2019accesso alle cure palliativee alla terapia del dolore\u201d e sucessivi aggiornamenti normativi (ultimo 31\/12\/2020)<\/li>\n\n\n\n<li>Linee Guida Terapia del Dolore in oncologia AIOM 2019<\/li>\n\n\n\n<li>GU Serie generale n.162 del 29\/06\/2020<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"http:\/\/www.sifoweb.it\/images\/pdf\/attivita\/attivita-scientifica\/aree_scientifiche\/TERAPIA_DEL_DOLORE_E_CURE_PALLIATIVE\/normativa_terapia_del_dolore_copia.pdf\">www.sifoweb.it\/images\/pdf\/attivita\/attivita-scientifica\/aree_scientifiche\/TERAPIA_DEL_DOLORE_E_CURE_PALLIATIVE\/normativa_terapia_del_dolore_copia.pdf<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/specializzazioni\/infermiere-counselor.html\">https:\/\/www.nurse24.it\/specializzazioni\/infermiere-counselor.html<\/a> (aggiornamento al 01\/02\/2021)<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dolore, come enunciato dalla IASP (International Association for the Study of Pain) \u00e8 un\u2019esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno. 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