{"id":1151,"date":"2024-01-23T09:30:12","date_gmt":"2024-01-23T08:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/?p=1151"},"modified":"2024-01-23T09:30:14","modified_gmt":"2024-01-23T08:30:14","slug":"la-valutazione-del-patrimonio-venoso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/?p=1151","title":{"rendered":"La valutazione del patrimonio venoso"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019evoluzione della professione infermieristica in termini di competenze e responsabilit\u00e0, richiede oggi da parte degli operatori un ruolo attivo nella scelta, gestione e prevenzione di complicanze degli accessi venosi periferici.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista puramente tecnico, esistono evidenze e raccomandazioni condivise nell\u2019approccio all\u2019incannulamento periferico, relative alle caratteristiche delle vene, al calibro e ai materiali costitutivi dei cateteri.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Nonostante le raccomandazioni, spesso l\u2019operatore si trova a dover far fronte a situazioni in cui i pazienti presentano un patrimonio venoso scarso o compromesso, in cui emerge la difficolt\u00e0 di individuazione del vaso, la scelta dello stesso e del punto di inserzione , nonch\u00e9 la complessit\u00e0<br>nell\u2019incannulamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, di fronte ad un patrimonio venoso in condizioni ottimali, l\u2019infermiere deve tenere conto della patologia di ogni singolo paziente, dello stadio di malattia e del programma terapeutico cui esso sar\u00e0 sottoposto, al fine di prevedere i danni potenzialmente irreversibili, che sarebbe in grado di indurre un utilizzo prolungato dei vasi periferici per la somministrazione di terapia endovenosa.<br>Queste valutazioni dovrebbero essere fatte all\u2019ingresso del paziente, nel reparto di accoglienza, o su territorio, alla presa in carico del paziente, col presupposto di prevenire tutte le complicanze dovute ad una mancata o errata valutazione del patrimonio venoso.Infatti in seguito ad una mancata valutazione del patrimonio venoso all\u2019ingresso, ci si basa solamente su scelte casuali e non ponderate, su una non pianificazione dell\u2019iter terapeutico del paziente, che comporta anche un errata pianificazione del processo infermieristico. Sarebbe necessario uno strumento semplice e dinamico, che consentisse una tracciabilit\u00e0 delle condizioni del patrimonio venoso durante il ricovero del paziente, che uniformasse il modus operandi del professionista infermiere, ponderando la scelta del presidio da posizionare. <\/p>\n\n\n\n<p>Il posizionamento dei cateteri centrali ad inserzione periferica prevede l\u2019utilizzo di sistemi non diagnostici quali l\u2019 ecografo ed il monitor ECG.<br>Entrambi costituiscono un aiuto nell\u2019inserimento del catetere in vene profonde, non visibili n\u00e9 palpabili e il monitor ECG consente all\u2019operatore di inserire il CVC nella giunzione atrio cavale. Per l\u2019identificazione delle vene profonde e quindi per il posizionamento dei cateteri si utilizzano<br>sonde superficiali, lineari ad alta frequenza (7,5-12 mhz), specifiche per l\u2019inserimento di cateteri venosi.<br>Il loro utilizzo comporta un training specifico col fine esclusivo della visualizzazione ed identificazione di vasi sanguigni.<br>L\u2019 ecografo \u00e8 essere uno strumento di semplice utilizzo, possibilmente dedicato provvisto di sonda lineare ad alta frequenza, che migliorano la risoluzione dell\u2019immagine facilitando notevolmente la venipuntura.<br>L\u2019immagine ecografica della vena e dell\u2019arteria viene detta anecogena: esercitando una pressione sulla zona che stiamo esplorando noteremo che la vena avr\u00e0 una forma ovale, variabile e comprimibile, mentre l\u2019arteria avr\u00e0 una forma circolare, sar\u00e0 pulsatile e non comprimibile.<br>Le tecniche di scansione delle strutture vascolari possono essere due: quella trasversale, che taglia tangenzialmente il vaso consentendo durante la venipuntura soltanto la visione della punta dell\u2019ago all\u2019interno della vena (puntura out of plane); e quella longitudinale, che permette la<br>visione della lunghezza del vaso consentendo durante la venipuntura la visione di tutto l\u2019ago all\u2019interno del vaso (puntura in plane).<\/p>\n\n\n\n<p><br>Bisogna tenere in considerazione alcune regole fondamentali per la scelta dell\u2019arto: deve essere quello predominante a meno che non ci siano controindicazioni anatomico\/patologico. (esempio mastectomia, linfoadenomegalia).<br>La valutazione ecografica deve tener conto della grandezza e della profondit\u00e0 della vena, dopodich\u00e9 marcare il sito individuato con una matita dermografica. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019infermieristica, basata sull\u2019evidence based nursing e sul Problem solving, come gi\u00e0 menzionato prima, vede la procedura di posizionamento cannula venosa, con l\u2019obiettivo di salvaguardarne il patrimonio.<\/p>\n\n\n\n<p><br>La scala di valutazione pi\u00f9 utilizzata \u00e8 la EA-DIVA score, applicabile a tutte le persone adulte. <\/p>\n\n\n\n<p><br>La EA-DIVA score \u00e8 una scala angiologica costituita da 8 punti, il cui punteggio va da 0 a 12 punti:<br>un punteggio maggiore o uguale a 8 \u00e8 predittivo della difficolt\u00e0 del cateterismo venoso.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Quindi, in questo caso, in seguito alla valutazione, il medico e l\u2019infermiere, in base al punteggio<br>ottenuto, possono decidere se reperire un accesso venoso autonomamente oppure chiedere per<br>una consulenza vascolare specialistica di una equipe medico-infermieristica dedicata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019evoluzione della professione infermieristica in termini di competenze e responsabilit\u00e0, richiede oggi da parte degli operatori un ruolo attivo nella scelta, gestione e prevenzione di complicanze degli accessi venosi periferici. 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