{"id":317,"date":"2023-02-11T21:32:03","date_gmt":"2023-02-11T20:32:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/?p=317"},"modified":"2023-02-18T12:22:41","modified_gmt":"2023-02-18T11:22:41","slug":"cose-il-rischio-clinico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/?p=317","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 il Rischio Clinico?"},"content":{"rendered":"\n<p>Il rischio clinico \u00e8 la probabilit\u00e0 che un paziente sia vittima di un evento avverso, ovvero subisca un qualsiasi \u201cdanno o disagio imputabile, anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante il periodo di degenza, che causa un prolungamento del periodo di degenza, un peggioramento delle condizioni di salute o la morte\u201d (Ministero della Salute \u2013 Commissione Tecnica sul Rischio Clinico, DM 5 marzo 2003).<\/p>\n\n\n\n<p>Dato che si parla di un concetto probabilistico, quindi della probabilit\u00e0 dell\u2019accadimento di un determinato errore\/danno, la figura dell\u2019infermiere \u00e8 fondamentale, in quanto, essendo un esercente la professione sanitaria (Legge Gelli-Bianco 24\/2017), \u00e8 un protagonista di tutte quelle attivit\u00e0 di prevenzione del rischio (art.1 L. 24\/2017).<\/p>\n\n\n\n<p>Le \u201carmi\u201d che un professionista sanitario deve utilizzare per gestire e\/o contenere il rischio sono le linee guida e le buone pratiche clinico-assistenziali (art.5 L. 24\/2017), le quali servono a garantire il massimo livello di qualit\u00e0 e sicurezza delle cure in sanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna sempre ricordarsi che il rischio non \u00e8 mai uguale a zero, ma \u00e8 sempre presente nella potenzialit\u00e0 di creare un danno pi\u00f9 o meno grave. Ci\u00f2 non vuol dire che dobbiamo necessariamente vivere nel terrore di sbagliare durante un turno di lavoro e\/o di creare un danno ad un nostro assistito.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019infermiere nella sua quotidianit\u00e0 deve mettere in pratica tutte quelle azioni che hanno come obiettivo la prevenzione. Come si dice <em>prevenire \u00e8 meglio che curare<\/em>. Proprio per questo un esercente la professione sanitaria deve pianificare le proprie attivit\u00e0, mettere in pratica ci\u00f2 che \u00e8 stato pianificato, monitorare l\u2019effetto di quanto messo in pratica verificandone l\u2019efficacia e valutare eventuali azioni di miglioramento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>risk management<\/em> \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 ciclica, non ha mai fine, \u00e8 in continua evoluzione. Proprio per questo motivo un infermiere deve aggiornarsi continuamente (corsi ECM, master, magistrale, etc.) in modo tale da avere competenze sempre \u201cfresche\u201d e attuali per gestire al meglio le variabili con le quali il professionista si deve quotidianamente interfacciare sul posto di lavoro (ospedale, clinica privata, territorio, etc.).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante sottolineare il fatto che, la maggior parte degli sbagli in sanit\u00e0 dipendono dall\u2019organizzazione (errori latenti) e non dal singolo operatore (errore di esecuzione\/attivo). Quindi la natura dell\u2019errore non pu\u00f2 focalizzarsi solo e unicamente sull\u2019abilit\u00e0 e l\u2019addestramento del personale (il <em>right stuff<\/em>), ma deve coinvolgere anche l\u2019intera progettazione del sistema lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>La causa radice\/generatrice (<em>root cause<\/em>) ha origine da decisioni manageriali e scelte organizzative sbagliate. Il focus delle risorse deve essere indirizzato pi\u00f9 sugli errori latenti che si quelli attivi, in quanto questi ultimi sono la causa pi\u00f9 prossima all\u2019evento incidentale ma non quella scatenante.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto ci\u00f2, si pu\u00f2 dire che la sicurezza del paziente deriva, pertanto, sia dalla capacit\u00e0 di progettare e gestire organizzazioni in grado di ridurre la probabilit\u00e0 che si verifichino errori (azioni di prevenzione), sia di contenere gli effetti degli eventi avversi (protezione).<\/p>\n\n\n\n<p>La gestione del rischio \u00e8 una metodica preventiva che abbraccia la \u201cfilosofia\u201d del capire perch\u00e9 si \u00e8 caduti nell\u2019errore e non nel punire chi ha sbagliato, ridefinire la progettazione di un determinato percorso che ha portato il professionista a sbagliare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fine ultimo del risk management \u00e8 la sicurezza del paziente e dell\u2019operatore nello svolgimento del suo lavoro e migliorare la qualit\u00e0 delle prestazioni sanitarie, tutto questo attraverso una cultura basata sull\u2019apprendere dall\u2019errore.<\/p>\n\n\n\n<p>Come dice John Keats: <em>Non essere scoraggiato dal fallimento. Pu\u00f2 essere un'esperienza positiva.<br>Il fallimento \u00e8, in un certo senso, la strada per il successo, poich\u00e9 ogni scoperta di ci\u00f2 che \u00e8 falso ci conduce a cercare con zelo ci\u00f2 che \u00e8 vero, ed ogni nuova esperienza punta ad alcune forme di errore che dobbiamo poi evitare attentamente.\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rischio clinico \u00e8 la probabilit\u00e0 che un paziente sia vittima di un evento avverso, ovvero subisca un qualsiasi \u201cdanno o disagio imputabile, anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante il periodo di degenza, che causa un prolungamento del periodo di degenza, un peggioramento delle condizioni di salute o la morte\u201d (Ministero [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":318,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[65,66,64],"class_list":["post-317","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-infermiere","tag-clinico","tag-errore","tag-rischio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=317"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/317\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":319,"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/317\/revisions\/319"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/318"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}