{"id":562,"date":"2023-03-19T15:02:34","date_gmt":"2023-03-19T14:02:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/?p=562"},"modified":"2023-03-19T15:06:17","modified_gmt":"2023-03-19T14:06:17","slug":"il-rischio-di-cadute-del-paziente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nurselifeblog.it\/?p=562","title":{"rendered":"Il rischio cadute del paziente"},"content":{"rendered":"\n<p>Secondo la letteratura, la caduta viene definita \u201cimprovviso, non intenzionale, inaspettato spostamento verso il basso dalla posizione ortostatica o assisa o clinostatica. La testimonianza delle cadute \u00e8 basata sul ricordo del paziente e\/o la descrizione della caduta da parte dei testimoni. Questa definizione include i pazienti che dormendo sulla sedia cadono per terra, i pazienti trovati sdraiati sul pavimento, le cadute avvenute nonostante il supporto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cadute dei pazienti nelle strutture sanitarie sono eventi avversi con un rilevante impatto sia sulla salute del paziente che sulla struttura sanitaria dove \u00e8 avvenuto l\u2019incidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tipologia di evento \u00e8 talmente grave che il Ministero della Salute ha redatto un documento di carattere orientativo specifico con l\u2019obiettivo di contenere il rischio caduta e, nel caso in cui l\u2019evento accada, di ridurne al massimo le conseguenze. Questo documento \u00e8 la Raccomandazione Ministeriale n\u00b013 (ultimo aggiornamento al 1\u00b0 dicembre 2011).<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al suddetto documento, la valutazione del rischio caduta del paziente e le relative conseguenze\/danni \u00e8 trattata nei seguenti documenti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Protocollo per il Monitoraggio degli Eventi Sentinella<\/em> del Ministero della Salute (Eventi Sentinella n\u00b09 \u201cMorte o grave danno per caduta di paziente\u201d)<\/li>\n\n\n\n<li><em>Documento di indirizzo sulla prevenzione e la gestione della caduta della persona assistita <\/em>redatto dalCentro Regionale Rischio Clinico della Regione Lazio<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Nei predetti documenti, l\u2019evento caduta viene definito come accadimento derivante da molteplici aspetti. Le attivit\u00e0 indirizzate alla riduzione del rischio caduta non si limitano a prevenire il mero \u201cscivolamento\u201d del paziente, ma riguardano molteplici aspetti del percorso clinico-assistenziale dell\u2019assistito e si determinano in base ai bisogni del paziente e alle valutazioni fatte in fase di accettazione e durante il periodo di degenza (il rischio pu\u00f2 variare in base al decorso clinico: aggravamento della patologia per la quale \u00e8 stata necessaria l\u2019ospedalizzazione, una precedente caduta, deterioramento cognitivo, etc.).<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a tutto ci\u00f2, l\u2019infermiere risulta uno degli attori principali nella gestione del rischio cadute, in quanto, in base alle proprie conoscenze e competenze, deve mettere in atto azioni di:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Protezione \u2013 interventi atti a limitare i danni in caso di incidente<\/li>\n\n\n\n<li>Prevenzione \u2013 interventi atti a evitare il pi\u00f9 possibile che avvenga l\u2019evento avverso<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Tra le pi\u00f9 comuni e fondamentali azioni preventive di competenza infermieristica, abbiamo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Far familiarizzare il paziente con l\u2019ambiente\/stanza<\/li>\n\n\n\n<li>Posizionare il campanello di chiamata a portata di mano e educarlo all\u2019utilizzo<\/li>\n\n\n\n<li>Posizionare gli oggetti di uso comuni a portata di mano<\/li>\n\n\n\n<li>Posizionare il letto di degenza nella posizione\/altezza pi\u00f9 confortevole quando il paziente deve alzarsi<\/li>\n\n\n\n<li>Tenere bloccati i freni del letto e della carrozzina quanto \u00e8 ferma<\/li>\n\n\n\n<li>Valutare la superficie del pavimento durante la mobilizzazione del paziente<\/li>\n\n\n\n<li>Mantenere le aree assistenziali ordinate e libere da ingombri<\/li>\n\n\n\n<li>Movimentare correttamente l\u2019assistito<\/li>\n\n\n\n<li>Far utilizzare al paziente\/ospite calzature comode, antiscivolo e chiuse al tallone (in fase di colloquio con i parenti\/<em>caregiver<\/em> informarli di portare dell\u2019abbigliamento comodo, quali tute, scarpe da ginnastica, etc.)<\/li>\n\n\n\n<li>Valutare lo stato di coscienza del paziente durante la giornata (sonnolento, agitato, etc.)<\/li>\n\n\n\n<li>Valutare la marcia del paziente all\u2019ingresso e durante il periodo di ricovero.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 di valutazione non si limitano solo all\u2019utilizzo di scale standard atte a determinare il rischio caduta dell\u2019assistito (come per esempio la scala di Conley, Tinetti, Morse, etc.), ma anche attraverso l\u2019osservazione continua dell\u2019infermiere durante il turno di lavoro, il quale riporta eventuali informazioni nella Diaria Infermieristica e al personale medico.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto che determina la prevenzione delle cadute, \u00e8 la formazione continua del personale sanitario (per esempio corsi sulla mobilizzazione dei carichi, etc.). Quest\u2019attivit\u00e0 risulta, secondo la letteratura, una strategia vincente sia per quanto concerne la prevenzione che gli interventi da attuare dopo la caduta.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli obiettivi formativi e professionali sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>sviluppare la consapevolezza rispetto ai fattori di rischio e alle strategie di prevenzione delle cadute, anche attraverso il coinvolgimento del paziente e dei <em>caregiver<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>incrementare il livello di competenza nella gestione delle cadute.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>In conclusione, gli aspetti primari di cui l\u2019infermiere deve tenere conto sono, come sempre, il <em>sapere<\/em> ovvero la formazione continua tale da assicurare un\u2019assistenza di qualit\u00e0; il <em>saper fare<\/em> adottando interventi di prevenzione e protezione; il <em>saper essere<\/em> inteso come individualit\u00e0, ascolto attivo verso i bisogni del paziente e comunicazione efficace all\u2019interno dell\u2019equipe.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Chiari P., Suggerimenti di pratica clinica per la prevenzione delle cadute dei pazienti in ospedale, Centro Studi EBN, Azienda Ospedaliero - Universitaria di Bologna, Policlinico S. Orsola-Malpighi, Bologna, 2004<\/li>\n\n\n\n<li>Raccomandazione Ministeriale n\u00b013 \u201cRaccomandazione per la prevenzione e la gestione della caduta del paziente nelle strutture sanitarie\u201d, Ministero della Salute, 2011<\/li>\n\n\n\n<li><em>Documento di indirizzo sulla prevenzione e la gestione della caduta della persona assistita, <\/em>Centro Regionale Rischio Clinico, Regione Lazio, 2022<\/li>\n\n\n\n<li><em>Protocollo per il Monitoraggio degli Eventi Sentinella<\/em> del Ministero della Salute, 2009<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la letteratura, la caduta viene definita \u201cimprovviso, non intenzionale, inaspettato spostamento verso il basso dalla posizione ortostatica o assisa o clinostatica. La testimonianza delle cadute \u00e8 basata sul ricordo del paziente e\/o la descrizione della caduta da parte dei testimoni. 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