Salute

Adolescenti e comportamenti digitali a rischio: un giovane su dieci ha un uso problematico di social, gaming e azzardo

Cresce l'attenzione sui comportamenti digitali potenzialmente dannosi tra i ragazzi italiani tra 11 e 17 anni. Un ruolo chiave spetta anche agli infermieri nell'intercettare i segnali precoci.

by Redazione 24 luglio 2026
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I dati più recenti sul rapporto tra adolescenti e mondo digitale accendono un campanello d'allarme che riguarda da vicino anche i professionisti sanitari. Secondo le rilevazioni, più di uno studente italiano su sei, nella fascia compresa tra gli 11 e i 17 anni, manifesta almeno un comportamento a rischio collegato all'utilizzo dei social network, ai videogiochi o al gioco d'azzardo. Ancora più significativo è il dato che indica come circa un ragazzo su dieci presenti un vero e proprio uso problematico di queste attività.

Si tratta di numeri che descrivono un fenomeno diffuso e trasversale, capace di intrecciarsi con la salute mentale, le relazioni sociali e il benessere complessivo dei più giovani. Non stiamo parlando semplicemente di un utilizzo intenso della tecnologia, ma di comportamenti che assumono caratteristiche riconducibili a una perdita di controllo, con ripercussioni sulla vita quotidiana, sul rendimento scolastico e sull'equilibrio emotivo.

Perché gli infermieri devono conoscere questi segnali

Il personale infermieristico, in particolare chi opera nei contesti di pediatria, medicina scolastica, neuropsichiatria infantile e servizi territoriali, si trova spesso in una posizione privilegiata per intercettare precocemente le difficoltà. Gli adolescenti raramente chiedono aiuto in modo diretto, ma possono manifestare sintomi indiretti: disturbi del sonno, irritabilità, isolamento, calo dell'attenzione, alterazioni dell'umore o dell'appetito.

Riconoscere questi indizi e collocarli all'interno di una possibile relazione con l'uso eccessivo di social, gaming o scommesse online permette di attivare percorsi di valutazione e supporto più tempestivi. L'ascolto attivo e un approccio non giudicante restano strumenti fondamentali per costruire un dialogo con i ragazzi e con le loro famiglie.

Un fenomeno da affrontare in rete

La complessità di queste situazioni richiede un intervento coordinato tra più figure professionali. L'infermiere può svolgere un ruolo di primo filtro e di raccordo, indirizzando verso psicologi, neuropsichiatri e servizi dedicati alle dipendenze comportamentali. Anche l'educazione sanitaria assume un peso rilevante: informare genitori e adolescenti sui rischi di un utilizzo scorretto degli strumenti digitali e sulle strategie di prevenzione può fare la differenza.

Il gioco d'azzardo online, in particolare, rappresenta un tema delicato perché coinvolge minori che accedono a piattaforme non sempre adeguatamente controllate. La combinazione tra facilità di accesso, meccanismi di gratificazione immediata e vulnerabilità tipica dell'età adolescenziale rende necessario un impegno educativo costante.

In un panorama in cui la tecnologia è ormai parte integrante della vita quotidiana, l'obiettivo non è demonizzare gli strumenti digitali, ma promuovere un uso consapevole ed equilibrato. Per gli infermieri significa affinare la capacità di osservazione, aggiornarsi sulle nuove forme di disagio giovanile e contribuire attivamente alla costruzione di reti di prevenzione e presa in carico.

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