Assistente infermiere: il Tar conferma il nuovo profilo e respinge il ricorso
I giudici amministrativi dichiarano inammissibile il ricorso contro il Dpcm che ha istituito la figura, chiarendo che non c'è alcuna sovrapposizione con le competenze infermieristiche.

Arriva un pronunciamento importante sul dibattuto tema dell'assistente infermiere. Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso presentato contro il Dpcm che ha dato vita al nuovo profilo professionale, dichiarandolo inammissibile. Non solo: i giudici sono entrati anche nel merito della questione, chiarendo alcuni aspetti che avevano generato non poche preoccupazioni nel mondo infermieristico.
Una figura di supporto, non di sostituzione
Il cuore della sentenza riguarda proprio il timore di una possibile invasione delle competenze proprie dell'infermiere. Su questo punto il Tar è stato piuttosto netto: l'assistente infermiere non svolge attività di esclusiva pertinenza infermieristica, ma rappresenta una figura ausiliaria, pensata per affiancare e supportare il professionista.
Secondo quanto stabilito, questa nuova figura opera esclusivamente su indicazione dell'infermiere e interviene unicamente nelle situazioni caratterizzate da bassa discrezionalità ed elevata standardizzazione. In altre parole, si tratta di compiti definiti e procedurali, che non richiedono quell'autonomia decisionale e quel giudizio clinico che restano prerogativa dell'infermiere. Il ruolo dell'assistente si colloca quindi in una posizione di collaborazione, sotto la supervisione del professionista di riferimento.
Il nodo del contratto collettivo
Un elemento non secondario emerso nella vicenda riguarda il ruolo del sindacato ricorrente. I giudici hanno infatti evidenziato che l'organizzazione sindacale aveva a suo tempo sottoscritto il Contratto collettivo nazionale di lavoro che prevedeva l'introduzione del nuovo profilo. Questo aspetto ha contribuito a indebolire la posizione di chi contestava l'istituzione della figura, rendendo di fatto contraddittoria l'opposizione successiva.
La combinazione tra l'inammissibilità formale del ricorso e le valutazioni di merito espresse dal Tribunale rafforza dunque la legittimità del percorso normativo seguito per l'istituzione dell'assistente infermiere.
Cosa cambia per i professionisti
Per gli infermieri che operano quotidianamente nelle strutture sanitarie, la sentenza offre alcune rassicurazioni sul piano delle responsabilità e delle competenze. Il principio ribadito è chiaro: l'assistente infermiere nasce come risorsa aggiuntiva all'interno dell'équipe, con l'obiettivo di alleggerire il carico di lavoro nelle mansioni più standardizzate, lasciando all'infermiere lo spazio per concentrarsi sulle attività a maggiore complessità assistenziale.
Resta comunque aperto il dibattito sull'effettiva applicazione del profilo nella pratica clinica, sulla formazione richiesta e sui confini operativi che dovranno essere rispettati nei diversi contesti. La chiarezza sui limiti della figura, ribadita dai giudici, sarà un punto di riferimento fondamentale per garantire che il supporto non si trasformi mai in sostituzione. Il pronunciamento del Tar rappresenta quindi un tassello significativo in un percorso che continuerà a essere seguito con attenzione dalla comunità professionale.

Il Veneto punta sulla tecnologia per affrontare l'invecchiamento della popolazione

Violenza in sanità: perché la calma apparente non significa pericolo cessato


