Salute

Cancro in Europa: 2,7 milioni di nuove diagnosi e disuguaglianze da colmare

Il nuovo report Ocse-Commissione europea fotografa un fenomeno in crescita e indica la strada: percorsi integrati, screening mirati e assistenza centrata sulla persona.

by Redazione 3 luglio 2026
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Cancro in Europa: 2,7 milioni di nuove diagnosi e disuguaglianze da colmare

Ogni minuto, nell'Unione europea, vengono diagnosticati più di cinque nuovi casi di tumore. È il dato che emerge dall'ultimo policy brief elaborato congiuntamente dall'Ocse e dalla Commissione europea, un documento che invita gli Stati membri a rivedere e potenziare le proprie strategie oncologiche.

I numeri raccontano una tendenza chiara: dall'inizio del millennio le diagnosi sono cresciute di oltre il 28%, arrivando oggi a circa 2,7 milioni di nuovi casi all'anno. E le proiezioni non lasciano spazio a facili ottimismi: entro il 2040 il totale potrebbe salire fino a 3,2 milioni di diagnosi annue. Un incremento legato in parte all'invecchiamento della popolazione, ma anche a fattori di rischio modificabili e a una maggiore capacità diagnostica.

Il nodo delle disuguaglianze

Al di là dei dati epidemiologici, il report punta il dito su un problema tutt'altro che secondario: l'accesso alle cure resta profondamente diseguale, sia tra i diversi Paesi europei sia all'interno degli stessi sistemi sanitari nazionali. Le differenze riguardano la disponibilità di screening, i tempi di presa in carico, l'accesso ai trattamenti innovativi e il supporto lungo tutto il percorso di malattia.

Per gli infermieri e per l'intera équipe assistenziale, questo significa confrontarsi quotidianamente con pazienti che, a parità di patologia, ricevono un'assistenza molto diversa a seconda di dove vivono. Colmare questo divario è una delle priorità indicate dal documento.

Le raccomandazioni per i sistemi sanitari

Il brief Ocse-Ue propone alcune direzioni di lavoro concrete. La prima riguarda la presa in carico integrata: superare la frammentazione dei servizi per accompagnare la persona in modo continuativo, dalla prevenzione alla riabilitazione, fino alle cure di supporto.

Grande attenzione viene dedicata agli screening, che dovrebbero diventare più mirati e capaci di intercettare precocemente le popolazioni a rischio, evitando sprechi e ottimizzando le risorse disponibili. Proprio l'uso efficiente delle risorse è un altro pilastro del documento, in un contesto in cui la sostenibilità dei sistemi sanitari è messa a dura prova dall'aumento dei casi.

Viene inoltre richiesto un rafforzamento dei registri oncologici, strumenti fondamentali per monitorare l'andamento della malattia, valutare l'efficacia dei percorsi e orientare le scelte di programmazione.

Il messaggio conclusivo del report riporta al centro il paziente: le cure devono essere realmente incentrate sulla persona, tenendo conto dei bisogni clinici ma anche di quelli psicologici, sociali e relazionali. Un approccio in cui la figura infermieristica gioca un ruolo cruciale, come punto di riferimento costante e come garante della continuità assistenziale lungo l'intero percorso di cura.

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