Salute

Denatalità in Italia: 6 persone su 10 rinunciano ad avere figli per motivi economici

Una recente indagine mostra che oltre il 60% degli italiani in età fertile rinuncia alla genitorialità per difficoltà economiche e sociali. Un dato che interpella anche il mondo sanitario.

by Redazione 28 luglio 2026
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Il tema della denatalità torna al centro del dibattito pubblico con numeri che raccontano un disagio profondo e diffuso. Secondo i dati emersi da una recente rilevazione, circa il 62% degli italiani in età feconda dichiara di aver rinunciato ad allargare la famiglia a causa di ostacoli di natura economica e sociale. Solo una piccola quota, intorno al 5,5%, considera la genitorialità un progetto pienamente sostenibile e privo di condizionamenti esterni.

Dietro questi numeri si nasconde una serie di fattori ben noti a chi opera nel comparto sanitario e assistenziale: precarietà lavorativa, redditi insufficienti, difficoltà nell'accesso ai servizi per l'infanzia e mancanza di reti di supporto adeguate. La scelta di non avere figli, o di limitarne il numero, non nasce quindi da un disinteresse verso la famiglia, ma da un contesto che rende la genitorialità un percorso complesso e costoso.

Perché il tema riguarda anche gli operatori sanitari

Per infermieri, ostetriche e professionisti della salute il calo delle nascite non è un dato astratto. La riduzione della natalità incide sull'organizzazione dei reparti di ostetricia e pediatria, sulla programmazione dei servizi territoriali dedicati alla maternità e infanzia, e più in generale sull'equilibrio demografico che sostiene l'intero sistema sanitario nazionale.

Meno nascite oggi significano, nel medio-lungo periodo, una popolazione sempre più anziana e un aumento della domanda di assistenza per patologie croniche e non autosufficienza. Si tratta di uno scenario che richiede una riflessione sulla distribuzione delle risorse professionali e sulla necessità di formare figure capaci di rispondere a bisogni di salute in rapida trasformazione.

Il ruolo del supporto alla genitorialità

Gli operatori sanitari possono avere un ruolo attivo nell'accompagnare le famiglie durante il percorso nascita. Consultori, corsi di preparazione al parto e servizi di sostegno post-partum rappresentano presìdi importanti, spesso sottodimensionati rispetto alle esigenze reali. Rafforzare questi servizi significa non solo migliorare la qualità dell'assistenza, ma anche restituire alle coppie un contesto più favorevole alle proprie scelte.

La denatalità, in definitiva, non è solo una questione statistica o economica: è un fenomeno che intreccia salute pubblica, welfare e organizzazione dei servizi. Comprenderne le cause e agire sui fattori che scoraggiano la genitorialità è una sfida che coinvolge le istituzioni, ma anche chi ogni giorno lavora al fianco delle famiglie e dei nuovi nati.

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