LEA 2024: il divario Nord-Sud resta, ma migliorano prevenzione e territorio
Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza conferma le eccellenze del Centro-Nord e le difficoltà del Meridione. Passi avanti su prevenzione e assistenza distrettuale, lieve calo per l'area ospedaliera.

I dati del monitoraggio 2024 sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) restituiscono un quadro del Servizio Sanitario Nazionale ancora segnato da un evidente squilibrio territoriale. Le Regioni del Centro-Nord continuano a garantire prestazioni più uniformi e complete, mentre diverse realtà meridionali faticano a raggiungere gli standard richiesti su tutte le aree assistenziali.
Il sistema di valutazione si articola su tre grandi macroaree: la prevenzione collettiva, l'assistenza distrettuale (il cosiddetto territorio) e l'assistenza ospedaliera. Per ciascuna di esse viene calcolato un punteggio, e la soglia di sufficienza è fissata a 60 punti. Il dato incoraggiante di quest'anno è che diciotto tra Regioni e Province autonome superano tale soglia in tutti e tre gli ambiti, segnale di una tenuta complessiva del sistema.
Chi guida e chi resta indietro
Sommando i risultati delle tre aree, il Veneto si colloca al primo posto, seguito a breve distanza da Emilia-Romagna e Toscana. Sono Regioni che da anni rappresentano un punto di riferimento per l'organizzazione dei servizi e per la capacità di integrare ospedale e territorio.
All'estremità opposta della classifica troviamo la Calabria, che risulta insufficiente nell'area distrettuale, quella che riguarda l'assistenza di prossimità, la medicina generale, la specialistica ambulatoriale e i servizi domiciliari. Anche la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano registrano punteggi sotto soglia, in particolare nel comparto della prevenzione.
Prevenzione e territorio in crescita
Uno degli aspetti più significativi del rapporto riguarda i progressi nella prevenzione collettiva e nell'assistenza territoriale. Si tratta di due settori strategici, sui quali si concentra buona parte degli investimenti legati alla riorganizzazione della sanità di prossimità. Il rafforzamento del territorio, in particolare, chiama in causa direttamente la professione infermieristica, con il crescente ruolo dell'infermiere di famiglia e di comunità e lo sviluppo delle Case della Comunità.
In controtendenza, invece, l'area ospedaliera mostra una lieve flessione. Un dato che merita attenzione, perché riflette le difficoltà organizzative e di personale che molte strutture continuano ad affrontare, tra carenza di organici e pressione sui reparti.
Cosa significa per gli infermieri
Per i professionisti sanitari i risultati dei LEA non sono un semplice esercizio statistico: fotografano la qualità e l'equità dell'assistenza che i cittadini ricevono a seconda del luogo in cui vivono. Le differenze tra Nord e Sud si traducono in disparità di accesso ai servizi e, spesso, in condizioni di lavoro molto diverse. Investire sul territorio e sulla prevenzione significa anche valorizzare competenze infermieristiche fondamentali per ridurre questo divario e costruire un sistema più sostenibile.


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