Nascere in Italia nel 2025: il quadro del nuovo Rapporto Cedap
Il Rapporto Cedap fotografa la maternità in Italia: parti concentrati nei grandi centri, cesarei ancora al 29,8% e madri sempre più mature.
Il nuovo Rapporto Cedap (Certificato di Assistenza al Parto) offre una panoramica dettagliata su dove e come si nasce oggi in Italia, con dati di grande interesse per chi opera nell'assistenza ostetrica e neonatale. La tendenza principale conferma una progressiva concentrazione dei parti nelle strutture di maggiori dimensioni: quasi sei nascite su dieci avvengono ormai in centri che registrano almeno mille parti l'anno.
Strutture e distribuzione dei parti
La maggior parte delle nascite, pari al 91,3%, si svolge in istituti pubblici o equiparati. Resta però un dato che continua a far discutere: circa il 10,13% dei parti avviene ancora in centri che non raggiungono la soglia dei 500 parti annui. Si tratta di strutture di piccole dimensioni, dove il volume ridotto di attività può incidere sui livelli di sicurezza e sull'efficienza organizzativa, tema da tempo al centro delle politiche di razionalizzazione dei punti nascita.
Cesarei ancora troppo frequenti
Il ricorso al taglio cesareo si conferma stabile al 29,8%, ovvero circa un parto su tre. Persistono forti differenze sia tra le regioni sia tra le diverse tipologie di struttura. Il dato più elevato si registra nelle strutture accreditate, dove i cesarei arrivano al 44,9%: una percentuale che supera ampiamente le soglie raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e che richiama l'attenzione sull'appropriatezza clinica di questa pratica.
Madri più mature e presenza straniera
Cresce l'età media delle donne che partoriscono: 33,4 anni per le italiane e 31,4 per le cittadine straniere. Queste ultime rappresentano il 20,7% delle madri e tendono ad accedere più tardivamente ai controlli in gravidanza, un aspetto che richiede una particolare attenzione da parte dei professionisti sanitari in termini di accoglienza, mediazione culturale e presa in carico precoce.
Procreazione medicalmente assistita in aumento
Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita ha interessato in media 4,6 gravidanze ogni cento, in leggera crescita rispetto ai dati del 2024. Un trend che riflette sia il posticipo dell'età riproduttiva sia la maggiore accessibilità di questi percorsi.
Per infermieri e ostetriche, i numeri del Rapporto Cedap rappresentano uno strumento prezioso per orientare l'organizzazione dei servizi, migliorare la continuità assistenziale e ridurre le disuguaglianze territoriali. La sfida resta quella di garantire percorsi nascita sicuri e appropriati in ogni area del Paese.

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