Non autosufficienza, la richiesta di un miliardo per avviare la riforma
Cresce la pressione per rilanciare con la prossima manovra la riforma dedicata agli anziani fragili, con un primo stanziamento da un miliardo di euro.

La riforma dell'assistenza agli anziani non autosufficienti torna al centro del dibattito politico e sanitario. L'obiettivo è dare concretezza alla legge 33 del 2023, un provvedimento pensato per rispondere ai bisogni di milioni di persone fragili e delle loro famiglie, ma che finora ha faticato a trovare le risorse necessarie per una piena attuazione.
La proposta al centro delle richieste è chiara: inserire nella prossima legge di Bilancio un primo finanziamento da un miliardo di euro. Si tratterebbe di un segnale di avvio, un punto di partenza per costruire nel tempo un sistema di cure e sostegno più solido e organizzato, capace di accompagnare le persone anziane nel percorso della non autosufficienza.
Una platea di milioni di persone
I numeri rendono l'urgenza evidente. Si stima che in Italia siano circa quattro milioni gli anziani in condizione di fragilità, con difficoltà nello svolgere le attività quotidiane e bisogno di assistenza continuativa. Considerando anche i familiari e i caregiver coinvolti direttamente, la platea di chi attende risposte concrete supera i dieci milioni di persone.
Per il personale sanitario e assistenziale questo scenario è già una realtà quotidiana. Infermieri di famiglia e di comunità, operatori dei servizi domiciliari e delle strutture residenziali si trovano ogni giorno a gestire situazioni complesse, spesso con risorse limitate e in assenza di percorsi integrati tra sanità e assistenza sociale.
Cosa può cambiare per i professionisti
Una riforma effettivamente finanziata potrebbe incidere sull'organizzazione dell'assistenza territoriale, rafforzando i servizi domiciliari e favorendo una migliore integrazione tra le figure sanitarie e quelle sociali. Per gli infermieri, in particolare, significherebbe poter contare su modelli di presa in carico più strutturati e su un riconoscimento più chiaro del ruolo nella gestione della cronicità e della fragilità.
Il tema riguarda anche la sostenibilità del lavoro di cura: senza investimenti adeguati, il carico continua a ricadere in larga parte sulle famiglie e sui caregiver informali, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell'assistenza e sul benessere degli stessi operatori.
Il passaggio dalla legge alla sua applicazione concreta resta la vera sfida. L'inserimento di un primo stanziamento nella manovra rappresenterebbe il banco di prova per capire se la riforma della non autosufficienza troverà finalmente gambe operative, oppure se resterà ancora una volta un impegno sulla carta in attesa di risorse.

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