Sanità pubblica: servono 5 miliardi, di cui uno per assumere medici e infermieri
Il sistema sanitario nazionale chiede risorse straordinarie per la prossima manovra: un miliardo dovrebbe finanziare nuove assunzioni destinate soprattutto alla sanità territoriale. Ma i fondi restano incerti.

Il Servizio Sanitario Nazionale si prepara a un confronto delicato con il Governo in vista della prossima legge di bilancio. La richiesta complessiva ammonta a circa cinque miliardi di euro, una cifra ritenuta necessaria per garantire la tenuta del sistema e per rispondere alle crescenti difficoltà organizzative degli ultimi anni.
Di questa somma, almeno un miliardo dovrebbe essere riservato a un vero piano di reclutamento di personale sanitario. L'obiettivo è potenziare gli organici di medici e infermieri, con priorità alle strutture nate dalla riforma dell'assistenza sul territorio, come le Case di comunità previste dal PNRR.
Il nodo del personale territoriale
Le nuove strutture territoriali rappresentano una scommessa importante per il futuro dell'assistenza, pensate per avvicinare le cure ai cittadini e alleggerire la pressione sui pronto soccorso. Tuttavia, senza figure professionali sufficienti, questi presìdi rischiano di rimanere gusci vuoti. La carenza di infermieri, in particolare, è un problema strutturale che pesa sull'intero sistema e che rende urgente un intervento mirato sulle assunzioni.
Gli infermieri sono chiamati a svolgere un ruolo centrale in questo modello assistenziale: dalla presa in carico dei pazienti cronici alla gestione dell'infermiere di comunità, fino al coordinamento delle attività ambulatoriali di prossimità. Attribuire loro nuove responsabilità, però, richiede investimenti adeguati sia in termini di numero di assunzioni sia di valorizzazione economica e professionale.
Risorse ancora in equilibrio precario
Il vero ostacolo è che le risorse ipotizzate non sono ancora certe. La dote destinata alla sanità appare in bilico, condizionata dai vincoli complessivi della finanza pubblica e dalle numerose priorità che si contendono lo stesso spazio nella manovra economica.
Il rischio concreto è che, di fronte alle esigenze di contenimento della spesa, i fondi promessi per le assunzioni vengano ridimensionati o rinviati. Uno scenario che comprometterebbe non solo l'avvio pieno delle strutture territoriali, ma anche gli obiettivi legati al PNRR, con scadenze precise da rispettare.
Per le professioni sanitarie si tratta di un passaggio cruciale. Un piano di reclutamento solido e finanziato in modo stabile potrebbe finalmente affrontare la cronica carenza di personale, migliorare le condizioni di lavoro e ridurre i carichi assistenziali. Al contrario, l'ennesima promessa non mantenuta rischierebbe di aggravare il fenomeno delle dimissioni e della fuga verso il privato o verso l'estero. Nei prossimi mesi si capirà se le intenzioni dichiarate troveranno concreta copertura nei numeri della manovra.

Infermieri nella scuola: 17 assunzioni autorizzate per l'anno 2026/2027



