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Emergenza terremoto in Venezuela: l'Italia mobilita medici e infermieri da sei regioni

Dopo il sisma che ha colpito il Venezuela, il sistema sanitario italiano risponde con squadre di soccorso composte da professionisti specializzati nella maxiemergenza.

by Redazione 29 giugno 2026
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Emergenza terremoto in Venezuela: l'Italia mobilita medici e infermieri da sei regioni

A seguito del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, l'Italia ha attivato la propria macchina dei soccorsi internazionali, inviando personale sanitario qualificato per supportare le operazioni di assistenza alle popolazioni colpite. La risposta coinvolge professionisti provenienti da sei diverse regioni italiane, a testimonianza di un coordinamento nazionale che mette in campo competenze ed esperienza nel campo della medicina delle catastrofi.

Chi parte e come è organizzato il soccorso

Le squadre dispiegate sul territorio venezuelano includono medici e infermieri specializzati nella gestione delle situazioni critiche. Tra le strutture coinvolte figurano l'AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) e i sistemi di Maxiemergenza del 118, realtà che da anni si occupano di formare e organizzare il personale per scenari di emergenza su larga scala. A queste si affiancano le squadre USAR (Urban Search and Rescue), specializzate nella ricerca e nel soccorso in contesti urbani devastati dai crolli.

Il modello operativo si basa sull'integrazione tra figure professionali differenti: i team USAR intervengono nelle fasi di ricerca tra le macerie e di estrazione delle vittime, mentre il personale sanitario garantisce il primo trattamento, la stabilizzazione e l'assistenza ai feriti. Questo approccio multidisciplinare consente di affrontare in modo coordinato le diverse criticità che emergono nelle prime ore dopo un evento sismico.

Il ruolo dell'infermiere nella maxiemergenza

Per gli infermieri impegnati in questo tipo di missioni, le competenze richieste vanno ben oltre l'assistenza ordinaria. La gestione di un afflusso massiccio di feriti impone capacità di triage rapido, abilità nel definire le priorità di intervento e nel lavorare in condizioni logistiche difficili, spesso prive delle dotazioni di un ospedale tradizionale. L'infermiere della maxiemergenza deve saper agire con autonomia, prendere decisioni in tempi ristretti e collaborare strettamente con i medici e con le altre componenti del soccorso.

La partecipazione a queste missioni internazionali rappresenta inoltre un'occasione di crescita professionale e di confronto con altre realtà operative. L'esperienza maturata in scenari estremi contribuisce a rafforzare le competenze tecniche e relazionali, oltre a consolidare quella cultura della preparazione che è alla base di una risposta efficace alle emergenze.

L'invio di queste squadre conferma il ruolo dell'Italia tra i Paesi capaci di offrire un contributo concreto nelle crisi umanitarie, valorizzando al contempo la professionalità degli operatori sanitari che scelgono di mettere le proprie competenze al servizio di chi si trova in difficoltà.

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