Infermiere fuori servizio soccorre un bagnante in difficoltà: cosa dicono le linee guida ERC
Sulla costa catanzarese un infermiere libero dal servizio, insieme a due bagnanti, ha salvato un uomo colpito da malore in acqua. Un'occasione per ricordare le raccomandazioni europee sull'annegamento.

Anche lontano dal reparto, la formazione di un professionista sanitario può fare la differenza tra la vita e la morte. È quanto accaduto lungo il litorale di Catanzaro, dove un infermiere fuori servizio è intervenuto prontamente per soccorrere un bagnante colto da improvviso malore mentre si trovava in mare.
Grazie alla collaborazione di due persone presenti in spiaggia, l'uomo è stato riportato a riva e stabilizzato in attesa dei soccorsi. Un gesto che testimonia quanto le competenze cliniche e la prontezza nella gestione delle emergenze restino sempre attive, indipendentemente dal contesto in cui ci si trovi.
L'annegamento: un'emergenza che richiede risposte rapide
L'annegamento rappresenta una delle principali cause di morte accidentale, in particolare durante la stagione estiva. La rapidità dell'intervento è determinante: ogni minuto trascorso senza ossigenazione riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza e aumenta il rischio di danni neurologici permanenti.
Le linee guida dell'European Resuscitation Council (ERC) sottolineano che, a differenza di altri scenari di arresto cardiaco, nell'annegamento la priorità assoluta è il ripristino dell'ossigenazione. La causa dell'arresto è infatti quasi sempre ipossica, legata all'impossibilità di respirare.
Le raccomandazioni ERC in sintesi
Per questo motivo l'ERC indica di dare precedenza alle ventilazioni. Nella vittima di annegamento è raccomandato iniziare la rianimazione con cinque insufflazioni di soccorso, prima di procedere con le compressioni toraciche. Questo approccio si differenzia dalla sequenza standard dell'arresto cardiaco di origine cardiogena.
Le manovre andrebbero avviate, quando possibile e in sicurezza, già in acqua per quanto riguarda le ventilazioni, mentre le compressioni toraciche efficaci richiedono una superficie rigida e vanno quindi eseguite una volta raggiunta la riva o l'imbarcazione.
Fondamentale è anche l'attivazione precoce del sistema di emergenza territoriale e, se disponibile, l'utilizzo del defibrillatore. La gestione delle vie aeree deve tenere conto della possibile presenza di acqua, schiuma o materiale rigurgitato, che può complicare la ventilazione.
Episodi come quello di Catanzaro ricordano quanto sia prezioso il ruolo di chi possiede competenze sanitarie, anche fuori dall'orario di lavoro. Allo stesso tempo, evidenziano l'importanza di diffondere la conoscenza delle manovre di primo soccorso tra la popolazione generale, per aumentare le probabilità di sopravvivenza in attesa dell'arrivo dei soccorsi qualificati.


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