Medicina, Odontoiatria e Veterinaria: parte il semestre aperto con 62mila iscritti per 30mila posti
Dal 1° settembre prendono il via le lezioni della nuova modalità di accesso: oltre 62mila studenti si contenderanno poco più di 30mila posti attraverso una graduatoria nazionale.

Prende ufficialmente il via il cosiddetto semestre aperto, la nuova formula di accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Dal 1° settembre gli studenti iscritti hanno iniziato le lezioni del primo semestre, una fase che rappresenta il vero banco di prova per l'ingresso definitivo nei percorsi universitari sanitari.
I numeri restituiscono la fotografia di una competizione ancora molto serrata. Gli iscritti complessivi sono 62.200, così suddivisi: 52.300 aspiranti per Medicina, 4.300 per Odontoiatria e 5.550 per Veterinaria. A fronte di questa platea, i posti effettivamente disponibili sono 30.225. In pratica, meno della metà dei partecipanti riuscirà a proseguire il proprio percorso nella facoltà scelta.
Come funziona la nuova modalità di accesso
Il meccanismo abbandona il tradizionale test d'ingresso a numero chiuso da svolgere prima dell'inizio delle lezioni. Al suo posto, gli studenti frequentano un semestre di corsi condivisi e devono superare specifici esami per accedere alla graduatoria che determinerà l'ammissione definitiva.
Sono previsti due appelli per sostenere le prove: il primo il 10 dicembre 2025, il secondo l'11 gennaio 2027. Al termine di questa fase verrà stilata una graduatoria nazionale che stabilirà chi potrà proseguire negli studi e chi invece dovrà valutare percorsi alternativi.
Cosa significa per il futuro del sistema sanitario
Per il mondo infermieristico e per l'intero comparto della sanità, questa riforma dell'accesso non è un dettaglio marginale. La formazione dei futuri medici, odontoiatri e veterinari incide direttamente sulla composizione del personale sanitario dei prossimi anni e sulla capacità del sistema di rispondere alla domanda crescente di cure.
Il divario tra iscritti e posti disponibili conferma quanto la programmazione dei fabbisogni resti un tema centrale. Da tempo il dibattito sulla carenza di professionisti sanitari coinvolge non solo i medici, ma anche gli infermieri, spesso chiamati a colmare vuoti organizzativi negli ospedali e sul territorio.
Il nuovo modello punta a offrire una selezione basata sull'effettivo impegno e sulle competenze acquisite durante il semestre, piuttosto che su un'unica prova concentrata in poche ore. Restano tuttavia da valutare gli effetti concreti sulla vita degli studenti, chiamati a un percorso impegnativo senza la certezza di poter completare gli studi intrapresi. I risultati dei primi appelli offriranno indicazioni importanti sulla tenuta e sull'equità di questa riforma.

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