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Medicina, Odontoiatria e Veterinaria: parte il semestre aperto con 62mila iscritti per 30mila posti

Dal 1° settembre prendono il via le lezioni della nuova modalità di accesso: oltre 62mila studenti si contenderanno poco più di 30mila posti attraverso una graduatoria nazionale.

by Redazione 31 agosto 2026
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Medicina, Odontoiatria e Veterinaria: parte il semestre aperto con 62mila iscritti per 30mila posti

Prende ufficialmente il via il cosiddetto semestre aperto, la nuova formula di accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Dal 1° settembre gli studenti iscritti hanno iniziato le lezioni del primo semestre, una fase che rappresenta il vero banco di prova per l'ingresso definitivo nei percorsi universitari sanitari.

I numeri restituiscono la fotografia di una competizione ancora molto serrata. Gli iscritti complessivi sono 62.200, così suddivisi: 52.300 aspiranti per Medicina, 4.300 per Odontoiatria e 5.550 per Veterinaria. A fronte di questa platea, i posti effettivamente disponibili sono 30.225. In pratica, meno della metà dei partecipanti riuscirà a proseguire il proprio percorso nella facoltà scelta.

Come funziona la nuova modalità di accesso

Il meccanismo abbandona il tradizionale test d'ingresso a numero chiuso da svolgere prima dell'inizio delle lezioni. Al suo posto, gli studenti frequentano un semestre di corsi condivisi e devono superare specifici esami per accedere alla graduatoria che determinerà l'ammissione definitiva.

Sono previsti due appelli per sostenere le prove: il primo il 10 dicembre 2025, il secondo l'11 gennaio 2027. Al termine di questa fase verrà stilata una graduatoria nazionale che stabilirà chi potrà proseguire negli studi e chi invece dovrà valutare percorsi alternativi.

Cosa significa per il futuro del sistema sanitario

Per il mondo infermieristico e per l'intero comparto della sanità, questa riforma dell'accesso non è un dettaglio marginale. La formazione dei futuri medici, odontoiatri e veterinari incide direttamente sulla composizione del personale sanitario dei prossimi anni e sulla capacità del sistema di rispondere alla domanda crescente di cure.

Il divario tra iscritti e posti disponibili conferma quanto la programmazione dei fabbisogni resti un tema centrale. Da tempo il dibattito sulla carenza di professionisti sanitari coinvolge non solo i medici, ma anche gli infermieri, spesso chiamati a colmare vuoti organizzativi negli ospedali e sul territorio.

Il nuovo modello punta a offrire una selezione basata sull'effettivo impegno e sulle competenze acquisite durante il semestre, piuttosto che su un'unica prova concentrata in poche ore. Restano tuttavia da valutare gli effetti concreti sulla vita degli studenti, chiamati a un percorso impegnativo senza la certezza di poter completare gli studi intrapresi. I risultati dei primi appelli offriranno indicazioni importanti sulla tenuta e sull'equità di questa riforma.

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