Sanità, Garavaglia: le Case di comunità sono già superate e la spesa va organizzata meglio
Il presidente della Commissione Finanze del Senato mette in discussione il modello delle Case di comunità e la riforma della farmaceutica, puntando su organizzazione e fondi integrativi per la sostenibilità del Ssn.

Il dibattito sul futuro del Servizio sanitario nazionale si arricchisce di nuove prese di posizione. In un'intervista rilasciata a Quotidiano Sanità nell'ambito del format Camerae Sanitatis, Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze del Senato, ha espresso valutazioni critiche su alcuni dei pilastri delle riforme sanitarie in corso, con particolare attenzione all'assistenza territoriale e alla governance della spesa farmaceutica.
Case di comunità: un modello da ripensare
Tra i punti più discussi c'è il giudizio sulle Case di comunità, le strutture su cui il Pnrr ha investito per potenziare l'assistenza di prossimità. Secondo Garavaglia si tratterebbe di un'impostazione ormai superata, che rischia di non intercettare i reali bisogni dei cittadini. Una posizione che apre un interrogativo rilevante per gli infermieri, chiamati a diventare protagonisti dell'assistenza territoriale proprio attraverso queste strutture e la figura dell'infermiere di famiglia e comunità. Il rischio, per chi opera sul campo, è che eventuali ripensamenti politici si traducano in incertezza organizzativa e professionale.
Farmaceutica: cautela sulla revisione del prontuario
Critiche anche all'impianto del Testo unico sulla farmaceutica. Sulla revisione del prontuario farmaceutico, in particolare, Garavaglia invita alla prudenza, suggerendo di rallentare per evitare interventi che potrebbero rivelarsi controproducenti. Un tema che tocca da vicino la pratica clinica quotidiana, dal momento che le scelte sui farmaci disponibili incidono direttamente sulla presa in carico dei pazienti e sull'organizzazione del lavoro nei reparti e sul territorio.
Sostenibilità: la parola d'ordine è organizzazione
Il cuore del ragionamento del senatore riguarda la sostenibilità del sistema sanitario. La chiave, secondo la sua analisi, non risiederebbe tanto nell'aumento delle risorse quanto nel miglioramento dell'organizzazione e nella qualità della spesa. In questa prospettiva viene rilanciato il ruolo dei fondi sanitari integrativi, considerati uno strumento utile ad affiancare la sanità pubblica.
Guardando alla prossima legge di Bilancio, Garavaglia assicura che il Fondo sanitario nazionale continuerà a crescere, ma sottolinea che la sfida decisiva sarà spendere meglio le risorse disponibili. Un principio condivisibile sul piano teorico, che tuttavia lascia aperti diversi interrogativi per il personale sanitario: la carenza di infermieri, i carichi di lavoro elevati e le difficoltà di retention restano nodi che difficilmente possono essere sciolti solo con la razionalizzazione della spesa. Per la categoria, la questione delle risorse umane e degli investimenti sul personale rimane centrale in qualsiasi discorso sulla sostenibilità del Ssn.

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