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Sardegna, il paradosso della formazione: pochi posti a Infermieristica mentre mancano migliaia di professionisti

La UIL FPL Sardegna segnala un contrasto evidente: agli 800 candidati che affrontano il test di ammissione corrispondono soltanto 330 posti, a fronte di una carenza stimata in 3 mila infermieri sull'isola.

by Redazione 9 luglio 2026
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Sardegna, il paradosso della formazione: pochi posti a Infermieristica mentre mancano migliaia di professionisti

Un numero di aspiranti nettamente superiore ai posti realmente disponibili, in un territorio che allo stesso tempo lamenta la mancanza di migliaia di professionisti. È la contraddizione messa in luce dalla UIL FPL Sardegna, che ha acceso i riflettori sul sistema di accesso al corso di laurea in Infermieristica nell'isola.

Secondo quanto riferito dalla sigla sindacale, agli ultimi test di ammissione si sono presentati circa 800 candidati, ma le università sarde hanno potuto mettere a disposizione appena 330 posti. In pratica, meno della metà di chi desidera intraprendere questa professione riesce a entrare nel percorso formativo, nonostante l'interesse verso la carriera infermieristica resti significativo.

Una carenza che rischia di aggravarsi

Il dato che rende ancora più stridente questo squilibrio riguarda il fabbisogno reale del territorio. La UIL FPL parla di una mancanza di circa 3 mila infermieri in Sardegna, un vuoto che si ripercuote sull'organizzazione dei servizi, sui carichi di lavoro del personale in servizio e, in ultima analisi, sulla qualità e sulla continuità dell'assistenza ai cittadini.

Limitare l'accesso alla formazione mentre le corsie faticano a coprire i turni significa, di fatto, ipotecare il futuro. Ogni ciclo formativo con un numero chiuso troppo basso rappresenta un'occasione persa per immettere nuove leve nel sistema sanitario regionale, alimentando un ricambio generazionale che già oggi appare insufficiente rispetto ai pensionamenti e alle uscite dal comparto.

Programmazione da rivedere

Il nodo centrale sollevato dal sindacato riguarda la programmazione dei posti. Il numero di ingressi ai corsi di laurea dovrebbe essere calibrato sui bisogni concreti del territorio e sulle proiezioni di fabbisogno future, non su parametri che finiscono per non tenere il passo con la domanda di assistenza.

La disponibilità dei posti dipende da diversi fattori, tra cui la capacità delle sedi formative, il numero di tutor e docenti e le strutture disponibili per il tirocinio. Proprio su questi elementi, secondo la UIL FPL, occorre intervenire con investimenti mirati, in modo da ampliare la capacità di accoglienza degli atenei senza rinunciare alla qualità della formazione.

La vicenda sarda riflette una questione che riguarda l'intero Paese: da un lato la difficoltà a reclutare infermieri, dall'altro l'esistenza di barriere all'ingresso che scoraggiano o escludono giovani motivati. Superare questo cortocircuito richiede una visione di sistema, capace di far dialogare università, aziende sanitarie e istituzioni regionali per garantire che il numero di futuri professionisti sia davvero all'altezza delle esigenze assistenziali.

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