Formazione specialistica: le Regioni chiedono 14.631 borse per il 2025/2026
Il fabbisogno nazionale di medici specialisti sale leggermente rispetto all'anno precedente, con priorità ad anestesia, emergenza-urgenza e medicina interna.

Le Regioni italiane hanno definito il quadro delle esigenze formative per i futuri medici specialisti relativo all'anno accademico 2025/2026. La richiesta complessiva ammonta a 14.631 posti, un dato che segna una lieve crescita rispetto ai 14.575 concordati nell'accordo del 2024. L'incremento, pari a 56 unità, conferma una sostanziale stabilità nella programmazione, pur con alcune riallocazioni interne tra le diverse discipline.
Le specialità più richieste
Circa la metà delle richieste si concentra nell'area medica, a testimonianza di un bisogno crescente di professionisti in questi ambiti. Tra le specializzazioni considerate prioritarie spiccano anestesia e rianimazione, medicina d'emergenza-urgenza e medicina interna. Si tratta di settori strategici per il funzionamento degli ospedali e per la tenuta dei servizi di pronto soccorso, aree che negli ultimi anni hanno sofferto carenze di organico particolarmente marcate.
La scelta di puntare su queste discipline riflette le difficoltà quotidiane vissute nei reparti e nei dipartimenti di emergenza, dove la mancanza di specialisti ricade inevitabilmente anche sul carico di lavoro del personale infermieristico. Rafforzare la presenza medica in queste aree significa, di riflesso, contribuire a un ambiente di lavoro più sostenibile per tutte le figure sanitarie coinvolte.
La distribuzione tra le Regioni
Sul piano territoriale, le richieste più consistenti arrivano da Lombardia, Piemonte e Campania, ovvero le Regioni con i sistemi sanitari più estesi e con un maggior numero di strutture universitarie e ospedaliere coinvolte nella formazione. La ripartizione dei posti tiene conto sia delle esigenze assistenziali locali sia della capacità formativa delle sedi accreditate.
I prossimi passaggi
Lo schema di accordo sarà oggetto di valutazione in sede tecnica il 14 luglio. Successivamente dovrà ottenere il via libera definitivo della Conferenza Stato-Regioni, passaggio necessario per rendere operativa la programmazione e avviare le procedure per l'assegnazione delle borse di studio.
Per il mondo sanitario nel suo complesso, la definizione del fabbisogno di specialisti rappresenta un tassello importante nella pianificazione delle risorse umane. Formare un numero adeguato di medici nelle aree più critiche è una condizione essenziale per garantire la continuità dell'assistenza e per alleggerire la pressione che grava su tutti i professionisti impegnati in prima linea. Restano tuttavia da monitorare la reale copertura dei posti banditi e l'effettiva capacità del sistema di trattenere i giovani specialisti all'interno del Servizio sanitario nazionale.

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