Infermiere

Sanità pubblica, il personale del Ssn torna a crescere: nel 2024 quasi 714 mila dipendenti

Dopo anni di riduzione degli organici, il Servizio sanitario nazionale registra un aumento del personale rispetto al 2015. A trainare la crescita è il comparto, dove rientrano gli infermieri.

by Redazione 2 luglio 2026
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Sanità pubblica, il personale del Ssn torna a crescere: nel 2024 quasi 714 mila dipendenti

Il Servizio sanitario nazionale inverte la rotta. Dopo un lungo periodo segnato dai tagli agli organici e dal blocco del turnover, i dati relativi al 2024 raccontano una fase di ripresa delle assunzioni. Alla fine dello scorso anno i dipendenti del Ssn hanno raggiunto quota 713.976 unità, con un incremento di circa 60 mila lavoratori rispetto al 2015. In termini percentuali si tratta di una crescita del 9,3% in poco meno di un decennio.

Una ripresa che non tocca tutti allo stesso modo

Il recupero, però, non è distribuito in maniera uniforme tra le diverse categorie professionali. A beneficiare maggiormente del rilancio delle assunzioni è stato il personale non dirigente, ossia il comparto in cui rientrano gli infermieri e gran parte degli operatori sanitari. Questa componente ha fatto segnare un incremento del 10,4%, superiore alla media complessiva.

Molto più contenuta, invece, la crescita della dirigenza sanitaria, che comprende i medici e le altre figure apicali. Il divario tra i due andamenti evidenzia come lo sforzo di rafforzamento degli organici si sia concentrato soprattutto sulle professioni assistenziali di base, quelle più esposte alla carenza di personale nei reparti e nei servizi territoriali.

Retribuzioni in aumento, ma restano le differenze

Sul fronte economico, i dati mostrano un incremento delle retribuzioni medie. A spingere verso l'alto le buste paga hanno contribuito soprattutto i rinnovi contrattuali e il peso crescente delle indennità, comprese quelle legate ai turni, alla reperibilità e alle condizioni di lavoro più gravose.

Nonostante questi progressi, permane un divario significativo tra i livelli retributivi della dirigenza sanitaria e quelli del comparto. La distanza tra le due aree resta ampia e conferma una struttura salariale che continua a premiare in misura consistente le figure dirigenziali rispetto al personale non dirigente.

Cosa significa per gli infermieri

Per la professione infermieristica il quadro presenta luci e ombre. Da un lato, la crescita degli organici nel comparto rappresenta un segnale positivo dopo anni di sofferenza e di carenze croniche che hanno pesato sulla qualità dell'assistenza e sui carichi di lavoro. Dall'altro, l'aumento numerico deve fare i conti con la domanda crescente di assistenza, con l'invecchiamento della popolazione e con il potenziamento della sanità territoriale previsto dalle riforme in corso.

Il ritorno alle assunzioni, insomma, è una notizia incoraggiante, ma da sola non basta a colmare il fabbisogno reale di infermieri nel nostro Paese. Serviranno politiche stabili di reclutamento, valorizzazione delle competenze e un adeguamento retributivo capace di rendere la professione più attrattiva e trattenere i professionisti all'interno del Servizio sanitario nazionale.

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