Terapie digitali verso il Ssn: la legge in discussione alla Camera
La Camera esamina una proposta di legge che potrebbe inserire le terapie digitali nei LEA e renderle rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, con un ruolo attivo anche per gli infermieri.

Le terapie digitali, note con l'acronimo inglese DTx (Digital Therapeutics), potrebbero presto trovare spazio ufficiale nel Servizio sanitario nazionale. Alla Camera è infatti in discussione una proposta di legge che punta a regolamentare questi strumenti e a renderli accessibili ai cittadini attraverso il sistema pubblico.
Cosa sono le terapie digitali
Con l'espressione terapie digitali si intendono interventi terapeutici basati su software, spesso disponibili tramite applicazioni o dispositivi connessi, il cui scopo è prevenire, gestire o trattare una patologia. A differenza delle comuni app per il benessere, le DTx si fondano su solide evidenze scientifiche e devono dimostrare efficacia clinica attraverso studi controllati, proprio come accade per i farmaci tradizionali.
Questi strumenti trovano applicazione soprattutto nella gestione delle malattie croniche, nei disturbi metabolici, nelle patologie neurologiche e nell'ambito della salute mentale. Possono affiancare i trattamenti convenzionali oppure, in alcuni casi, rappresentare una vera e propria alternativa terapeutica.
L'ingresso nei LEA e la rimborsabilità
Il nodo centrale della proposta di legge riguarda la possibilità di inserire le DTx nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il che le renderebbe rimborsabili dal Ssn. Un passaggio di questo tipo garantirebbe un accesso equo a queste tecnologie, evitando che restino appannaggio esclusivo di chi può permettersele privatamente.
Per arrivare a questo risultato serve però un quadro normativo chiaro, che definisca i criteri di valutazione, i percorsi di autorizzazione e i meccanismi di monitoraggio dell'efficacia nel tempo. L'Italia si allineerebbe così a Paesi che hanno già avviato percorsi simili, come la Germania.
Il ruolo dell'infermiere
La proposta prevede un coinvolgimento attivo dei professionisti sanitari, e in particolare degli infermieri, nella gestione di questi strumenti. L'infermiere potrebbe infatti assumere un ruolo chiave nell'educazione del paziente all'uso corretto delle terapie digitali, nel monitoraggio dell'aderenza e nella verifica dei risultati.
Si tratta di un'evoluzione coerente con il percorso di digitalizzazione della sanità e con il rafforzamento dell'assistenza territoriale. In questo contesto, la figura infermieristica può diventare il punto di riferimento tra il paziente e la tecnologia, accompagnando le persone nell'utilizzo consapevole di soluzioni che, per essere efficaci, richiedono continuità e corretta comprensione.
Se il percorso legislativo andrà a buon fine, le terapie digitali potrebbero rappresentare uno strumento in più a disposizione dei professionisti sanitari, ampliando le possibilità di cura e favorendo un approccio sempre più personalizzato alla salute dei cittadini.


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