Eurispes 2026: la fotografia aggiornata della professione infermieristica in Italia
Il Rapporto Italia 2026 di Eurispes analizza la distribuzione degli infermieri tra pubblico e privato, la libera professione e le disparità regionali, offrendo spunti sul futuro del SSN.
Il consueto Rapporto Italia elaborato da Eurispes torna anche nel 2026 a occuparsi della sanità, dedicando un'attenzione particolare al mondo infermieristico. L'analisi restituisce un quadro dettagliato di una categoria professionale che rappresenta la spina dorsale dell'assistenza nel nostro Paese, ma che continua a fare i conti con criticità strutturali e squilibri territoriali significativi.
Pubblico e privato: dove lavorano gli infermieri
Dai dati raccolti emerge come la maggioranza degli infermieri italiani sia impiegata all'interno del Servizio Sanitario Nazionale, confermando il ruolo centrale del comparto pubblico nell'assorbire questa forza lavoro. Accanto alle strutture pubbliche, cresce comunque la componente occupata nel settore privato e in quello accreditato, un fenomeno che riflette anche l'evoluzione dell'offerta assistenziale sul territorio.
Un capitolo a parte riguarda la libera professione, un'opzione che negli ultimi anni ha attirato un numero crescente di colleghi. La possibilità di esercitare in forma autonoma, dall'assistenza domiciliare alle prestazioni specialistiche, rappresenta uno sbocco professionale sempre più concreto, favorito anche dai cambiamenti nei bisogni di salute della popolazione e dall'invecchiamento demografico.
Le disparità tra le regioni
Il rapporto mette in luce come la distribuzione degli infermieri sul territorio nazionale non sia omogenea. Persistono differenze marcate tra le diverse aree del Paese, con alcune regioni che presentano una dotazione di personale più solida rispetto ad altre. Questi divari incidono direttamente sulla qualità e sull'accessibilità dell'assistenza, alimentando quel fenomeno di mobilità professionale che spinge molti operatori a spostarsi verso i contesti che offrono condizioni contrattuali e organizzative più favorevoli.
Prospettive per il Servizio Sanitario Nazionale
Le riflessioni contenute nel documento non si limitano alla fotografia dell'esistente, ma guardano al futuro. La carenza di infermieri resta uno dei nodi più delicati per la tenuta del SSN, in un momento in cui aumentano la domanda di cure e la complessità dei bisogni assistenziali. Investire sulla valorizzazione della professione, sul riconoscimento economico e sullo sviluppo di percorsi di carriera diventa quindi una condizione imprescindibile per trattenere i professionisti e attrarre nuove leve.
Il Rapporto Eurispes 2026 offre così agli operatori sanitari e ai decisori politici uno strumento di lettura utile per comprendere lo stato attuale della professione e per orientare le scelte future. La sfida sarà quella di trasformare i dati in azioni concrete, capaci di rafforzare un pilastro fondamentale del sistema salute italiano.

